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Il tatuaggio era il segno dell’uomo in carcere, l’arte lugubre dei reclusi e dei condannati. Che sia diventato arte e fenomeno di massa senza distinzioni può indicare questo: che la carcerazione perpetua è ormai una condizione stabile, che non ci sono più differenze tra la prigione, la via di fuori, la casa. Gioventù tatuata è gioventù che si vuole ammanettata, che ha il terrore di essere libera.

Guido Ceronetti.

'Mi sento sporca. Ho peccato molto e non riesco a redimermi. Mi auto impongo un carico di lavoro eccessivo per evitare di pensare alla nullità che sono. 
Sono una nullità. Non valgo nulla. Valgo ancora meno dello straccio che utilizzo per pulire. 

Ho peccato di lussuria, ho fatto le peggiori cose e ora, seppur pentita non riesco a trovare la pace. Continuo a ricadere nella fornicazione. Il giorno dopo mi inginocchio a pulire e strofino piu’ forte fino a non sentire piu’ il braccio. Ho peccato di avidità, superbia. Ho fatto soffrire delle persone che non se lo meritavano.

Ho paura che Satana mi prenda a sé, per questo cerco di resistergli piu’ possibile ma ogni tanto ricado ancora nel peccato.
La sporcizia è sinonimo di lussuria che si annida in ogni angolo della casa. E’ lo specchio della mia anima sporca e ormai irrecuperabile. Sto naufragando e nessuno mi puo’ salvare.’

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